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Il mondo degli eSport fa girare sempre più denaro e, per questo, diventa sempre più simile a quello degli sport tradizionali. Purtroppo, ciò risulta vero anche per ciò che riguarda le truffe, perché dopo la polemica sulle sostanze dopanti ecco che si torna a parlare di match accomodati.

È successo in Corea del Sud, la patria del videogioco inteso in senso competitivo. L’Ufficio del Procuratore Regionale di Chagwon, che normalmente si trova a indagare su truffe riguardanti il calcio e altri sport, ha arrestato 12 persone dopo un’inchiesta su cinque match di Starcraft II svoltisi nella prima parte dell’anno, e che hanno prodotto un considerevole giro di scommesse.

Dei 12 arrestati solamente 3 sono giocatori o allenatori di eSport, mentre per il resto si tratta di esponenti della criminalità organizzata. La Korean eSports Association (KeSPA) ha già rilasciato una dichiarazione secondo la quale prevede di squalificare a vita i 3 professionisti del gaming competitivo coinvolti.

Il fenomeno dei match accomodati costituisce un problema ricorrente nel settore degli eSport. Nello scorso mese di gennaio Valve è stata costretta a proibire a sette giocatori professionisti di partecipare a qualsiasi tipo di torneo di Counter-Strike Global Offensive, dopo aver individuato alcuni match sospetti nella CEVO gaming league nordamericana.