Windows 8 stop aggiornamenti

L’offerta dell’update gratuito di Windows 10 è scaduta da ormai cinque mesi, ma la piccola “falla” nel sistema di aggiornamento è ancora applicabile come lo era nei mesi precedenti. Come abbiamo riportato in passato infatti Microsoft mantiene attiva la promozione per gli utenti che utilizzano tecnologie assistive e il sito TechPowerUp ha verificato che l’offerta è ancora attiva e per di più non richiede alcuna dimostrazione pratica del proprio status all’utente.

Di seguito riportiamo il testo della pagina ufficiale Microsoft sull’offerta gratuita per i clienti che usano tecnologie assistive:

“Per gli utenti in generale, l’offerta di aggiornamento gratuito per Windows 10 è terminata il 29 luglio. Tuttavia, se usi tecnologie assistive, potrai usufruire dell’offerta di aggiornamento gratuito anche dopo la data di scadenza applicabile agli altri utenti, in quanto Microsoft continua a impegnarsi per migliorare l’esperienza Windows 10 per tutti coloro che usano questo tipo di tecnologia.

Prima di effettuare l’aggiornamento, rivolgiti ai provider delle tecnologie assistive che usi per informazioni sulla compatibilità del software fornito con Windows 10.

Se desideri scaricare ora Windows 10 e usufruire dell’offerta di aggiornamento gratuito, fai clic sul pulsante qui sotto per iniziare.”

Dichiarando che si fa uso delle tecnologie d’assistenza presenti sul sistema operativo (ad esempio l’Assistente vocale o la Lente di ingrandimento) si ottiene gratuitamente l’accesso all’ultima versione. Basta recarsi a questo indirizzo per richiederlo e, come scrive TechPowerUp, pare che “Microsoft non compia nessun controllo sull’utilizzo reale delle feature d’assistenza”.

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HMD Global, la compagnia finlandese che detiene la licenza per la produzione di smartphone con marchio Nokia per i prossimi anni, ha confermato la sua presenza al Mobile World Congress 2017. Lì, in quel di Barcellona, verrà annunciato ufficialmente il ritorno del fu colosso finlandese nel mercato degli smartphone, un mercato di cui ha perso lo scettro in epoca moderna a favore di Apple e Google. Al MWC 2017 la nuova Nokia presenterà almeno uno smartphone.

Si tratta di quello che ad oggi è noto come Nokia D1C, di cui sapremo di più a fine febbraio 2017. Oltre all’atteso D1C, importantissimo perché stabilirà la portata del ritorno dei finlandesi nel loro mercato principale, HMD Global annuncerà nuovi modelli. Saranno  ben cinque gli smartphone Nokia presentati nel 2017, con i licenziatari che hanno già imbastito gli accordi di produzione con i fornitori in Taiwan.

La seconda e la terza ondata di smartphone Nokia verrà lanciata con qualche mese di attesa aggiuntiva, nel secondo e nel terzo trimestre del 2017. I quattro dispositivi aggiuntivi avranno display da 5 a 5,7 pollici con supporto per risoluzioni Full HD o Quad HD (2560×1440 pixel). HMD Global ha già ordinato i display per i nuovi smartphone Nokia da varie compagnie, fra cui  LG Display, Century Technology e Innolux.

Le informazioni sull’imminente Nokia D1C sono naturalmente ben più diffuse: il dispositivo arriverà in due varianti con memorie e display differenti, entrambe però caratterizzate da un succulento rapporto qualità-prezzo. Il più costoso avrà infatti un prezzo di listino pari a circa 200 dollari, e avrà un display Full HD da 5,5 pollici con 3GB di RAM. La versione più economica, con display da 5 pollici a risoluzione HD (720p) e 2GB di RAM avrà invece un prezzo di 150 dollari.

La prima incursione di Nokia nel segmento degli smartphone Android sarà solo un piccolo passo, con le vere notizie interessanti quindi che non arriveranno prima della fine del primo trimestre del 2017. Tutti gli smartphone Nokia arriveranno comunque in tutto il mondo, con prezzi e disponibilità differenti per ogni singola nazione.

Windows 8 stop aggiornamenti

Nel corso dell’anno Microsoft ha forzato gli utenti delle vecchie versioni di Windows (7 e 8.1) ad aggiornare al nuovo Windows 10, gratuitamente. Questo per raggiungere un obiettivo che man mano che passava il tempo sembrava sempre più sfumato e impossibile: un miliardo di installazioni entro tre anni dal debutto. Sebbene il lancio di Windows 10 sia stato il più grande della storia della società, il successo è stato ridimensionato da una strategia molto aggressiva.

Microsoft ha infatti utilizzato una serie di tattiche per costringere l’utente ad installare ed eseguire un updater in modo da installare la nuova versione sul vecchio sistema operativo usato sul sistema. Una strategia pregevole da un lato, visto che consentiva un processo di installazione estremamente semplificato anche agli utenti che non avevano la benché minima idea di come effettuare l’operazione (alcuni neanche si accorgevano che stavano per installare Windows 10).

Per altri versi però la strategia è stata deplorevole, visto che costringeva gli utenti più esperti che volevano rimanere sulle vecchie versioni ad operazioni non complesse ma di certo fastidiose, per aggirare gli aggiornamenti molesti. Secondo le parole di Chris Capossela, Chief Marketing Officer (CMO) di Microsoft, nel complesso la società è riuscita a trovare il giusto equilibrio fra l’essere troppo aggressiva e fare in modo che più utenti aggiornassero alla nuova versione di Windows.

Il dirigente della compagnia ha parlato in una lunga intervista con Windows Weekly, in cui ha comunque ammesso che prima di trovare l’equilibrio la compagnia si è spinta un po’ oltre con un cambiamento, nella fattispecie, che ha confuso e costernato numerosi utenti.

“C’è stato un momento in particolare dove la X rossa, che solitamente significa – si sa – cancellare, non significava cancellare”, sono state le parole di Capossela durante l’intervista. “E nel giro di un paio d’ore che l’aggiornamento era stato diffuso, con i sistemi di ascolto che abbiamo, abbiamo subito capito che ci eravamo spinti un po’ troppo oltre. E poi, naturalmente, abbiamo impiegato un po’ di tempo per rilasciare l’aggiornamento per modificare quel comportamento”.

“Sono state due settimane piuttosto dolorose”, ha infine concluso Capossela sull’argomento. “E chiaramente non abbiamo dato il meglio da parte nostra. Abbiamo comunque imparato molto da quella situazione”. Un’ammissione che arriva in ritardo, forse troppo se consideriamo che la manovra aggressiva a cui si riferisce Capossela risale allo scorso mese di maggio. Sebbene Microsoft si fosse messa subito al lavoro per correggere il misfatto, ai tempi la compagnia aveva mantenuto il più stretto silenzio sulla problematica.

Ad oggi inoltre è più facile ammetterlo per la società visto che la spinta aggressiva si è placata, insieme con l’offerta dell’aggiornamento gratuito quindi è più facile parlare per la compagnia, che comunque ha pagato per la sua controversa strategia di marketing. Negli scorsi mesi una donna della California ha infatti citato in giudizio il colosso di Redmond, che ha negato la criminosità del proprio operato ma ha accettato di pagare 10 mila dollari per evitare pene significativamente più onerose.

fidi 500 euro

500 Euro a scalare per ognuno dei 575.000 ragazzi aventi diritto

Pur con ritardo, parte l’iniziativa del Governo destinata ai diciottenni, ai quali viene offerto un bonus di 500 Euro da spendere in buoni per cinema, concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza. Partiamo dai concetti base, per poi capire come muoversi nella trafila burocratica, facendo chiarezza anche su punti non chiari a tutti.

Chi ne ha diritto: tutti i ragazzi che compiono il diciottesimo anno di età dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.

Limiti: I ragazzi hanno tempo fino al 31 gennaio 2017 per registrarsi e fino al 31 dicembre 2017 per spendere il Bonus Cultura.

1. Non vengono dati 500 Euro in contanti, ma si tratta di un buono a scalare (come se fosse una ricarica telefonica). Il vantaggio è che non si anticipano soldi che poi verranno rimborsati (come è accaduto per il bonus insegnanti per l’acquisto di materiale informatico).

2. Per ottenere i buoni si passa per il sito https://www.18app.italia.it/ e/o dalla rispettiva app e solo da questi

3. Per accedere a sito e app, occorre dotarsi di un proprio e univoco SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale, che serve inoltre ad accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone).

Seguendo quindi un ordine cronologico delle operazioni da effettuare per godere dei 500 Euro, occorre per prima cosa dotarsi di SPID, seconda cosa registrarsi sul sito o via app, per finire con la terza e ultima operazione di richiedere i buoni messi a disposizione dagli esercenti (sui quali torneremo dopo). Entriamo quindi nel dettaglio seguendo l’ipotetico percorso del diciottenne interessato. In Italia gli aventi diritto sono circa 575.000, portando a circa 290 milioni di Eurol’impegno del Governo per questa iniziativa.

1. Ottenere lo SPID

Senza lo SPID non si fa nulla. Per richiederlo serve aver già compiuto 18 anni, motivo per cui chi compie gli anni nell’ultima parte dell’anno deve attendere. Esistono diversi modi per ottenerlo, in forma gratuita o a pagamento, e li vediamo ora ad uno ad uno. Le informazioni sono ovviamente reperibili anche sul sito ufficiale, ma cerchiamo di semplificare schematicamente il tutto. Si passa per enti o strutture più o meno note, che rilasceranno un loro ID che varrà come SPID, in quanto compreso nel servizio di autenticazione. I procedimenti però variano da ente a ente.

Passando per InfoCert (a pagamento o gratis, dipende)

(Da dicembre 2015 InfoCert è uno dei gestori accreditati AgID dell’identità digitale di cittadini e imprese, in conformità ai requisiti regolamentari e tecnici dello SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale)

I passaggi sono due: per prima cosa iscriversi a InfoCert (gratuito oppure no, ci arriviamo), POI richiedere loro la “funzionalità” SPID. La prima operazione è necessaria come in qualsiasi sito su cui eseguire delle operazioni o a cui richiedere un servizio. Secondo InfoCert l’operazione di iscrizione richiede circa 15 minuti e necessita di dati personali comprensivi di codice fiscale, un telefono cellulare, una casella email attiva ed una copia del documento in corso di validità in formato digitale o una webcam per fotografarlo nel corso della procedura. Il riconoscimento via webcam costa 19,99 Euro, mentre l’iscrizione è gratuita se si dispone di una porta elettronica certificata, oppure di una Carta di Identità Elettronica o una Carta Nazionale dei Servizi. Esiste una terza via, sempre gratuita, che consiste, meglio su appuntamento, nel recarsi presso uno degli sportelli InfoCert, che sono diffusi soprattutto nei grandi centri urbani e nel centro-nord Italia, meno a sud. Se volete conoscere l’ubicazione degli uffici su una mappa, cliccate questo link e attendete il caricamento. Il passo dopo è ovviamente richiedere che funzioni come SPID, seguendo le loro istruzioni.

Passando per  Poste Italiane (gratuito e solo in un caso limite a pagamento, ma armarsi di pazienza)

La trafila è fino a un certo punto simile a quella di InfoCert. Per prima cosa occorre richiedere online il proprio PosteID abilitato a SPID. Come? Poste Italiane mette a disposizione queste opzioni online: con app PosteID da smartphone, con SMS da numero cellulare certificato, con lettore BancoPosta, Con Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità elettronica attive, con Firma Digitale. Attenzione: per finalizzare la richiesta del PosteID abilitato SPID ci si dovrà comunque recare allo sportello in tutti i casi per l’identificazione.  Le alternative completamente offline sono due: andare di persona in un ufficio postale con tutto quello che serve o richiedere l’identificazione a domicilio (a pagamento, ma non abbiamo trovato informazioni sul costo) tramite il servizio Poste Interactive.

Passando per SielteID (gratuito)

Siamo in un caso simile a InfoCert. Anche in questo caso di si deve iscrivere per ottenere il SielteID, operazione possibile online in circa 8 minuti; servono indirizzo email, numero di cellulare, dati anagrafici, dati di residenza, codice OTP (codice di verifica sms), scansione o foto di un Documento di Riconoscimento (fronte e retro), scansione o Foto del Codice Fiscale / Tessera Sanitaria (fronte e retro).

Passando per TIM ID (gratuito)

TIM permette di richiedere l’attivazione del servizio in modalità online; la procedura prevede la registrazione sul sito Nuvola Store e può essere completata utilizzando la propria Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica o firma digitale tramite un lettore di smart card da collegare al computer.

2. Registrarsi sul sito https://www.18app.italia.it

Possiamo affermare con certezza che, una volta ottenuto lo SPID, le cose complicate son finite. Sul sito ufficiale dell’iniziativa infatti basta inserire il proprio SPID, nome utente e password per accedere al catalogo di eventi, attività e negozi convenzionati.

Come si può notare, all’accesso viene richiesto lo SPID (i cui servizi sono inclusi negli ID dei partner precedentemente elencati), a cui far seguire l’inserimento di nome utente e password. La procedura è comunque coadiuvata da informazioni abbastanza dettagliate. Abbiamo parlato di app, con la quale fare praticamente le stesse cose e avere sempre sott’occhio il credito residuo, come se fosse un potafogli virtuale. Bene, anche se il servizio parte ufficialmente oggi, di questa app non c’è ancora traccia negli store, e il sito stesso è in beta. Le app, verosimilmente per ogni sistema operativo mobile, arriveranno molto a breve e ve lo segnaleremo a mezzo news, aggiornando al contempo questo articolo.

3. Dove e come spendere i 500 Euro

A questo indirizzo si accede alla pagina che permette di consultare per quali strutture o acquisti è possibile richiedere un buono. Attenzione: ricordiamo che il buono vale per cinema, concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza. Non vengono rilasciati buoni per abbigliamento, materiale elettronico/informatico, musica online, abbonamenti in streaming, ricariche telefoniche e via dicendo. Ma tutto sommato è facile capire cosa si può acquistare e cosa no, poiché nella lista presente sul sito è tutto abbastanza chiaro.

Il sito permette di essere facilmente consultato, offrendo come inizio della ricerca la disponibilità i esercizi fisici (ad esempio un cinema) o online (esempio librerie). Si procede poi con la ricerca per nome, indirizzo o città. Segue poi un elenco con le opzioni di scelta.

Si procede poi con la creazione del buono, che sarà fruibile nella struttura senza anticipare denaro.

Nota importante: anche gli enti e le strutture devono iscriversi sul sito e mettersi a disposizione, motivo per cui attualmente non sono molte le opzioni disponibili. Col passare del tempo la lista sarà molto più lunga.

Avast-Antivirus-2014-Crack-Plus-Serial-Key-Full-Version-Free-Download

Affidarsi ad un antivirus fidato evita brutte sorprese!!!

Avast Software, produttore della protezione per PC e dispositivi mobili più fidata al mondo, sta creando una soluzione di protezione mobile a livello di kernel. Avast collabora con Qualcomm Technologies, Inc., sussidiaria di Qualcomm Incorporated, per rendere disponibile la nuova tecnologia.

Qualcomm Technologies ha sviluppato Qualcomm® SnapdragonTM Smart Protect per rilevare e classificare in tempo reale il malware zero-day e trasformato, utilizzando un’analisi comportamentale basata sull’apprendimento, al fine di migliorare la protezione della privacy e dei dispositivi. L

a disponibilità di Snapdragon Smart Protect nei dispositivi del mercato consumer è prevista per il 2016, in contemporanea con il processore Snapdragon 820.

“L’esperienza e la leadership di Avast nel campo della protezione mobile la ha reso la scelta ovvia per questa integrazione,” ha dichiarato Asaf Ashkenazi, direttore gestione prodotti di Qualcomm Technologies. “Grazie alla tecnologia antivirus avanzata di Avast e alle soluzioni di protezione mobile, i clienti avranno accesso a un livello di sicurezza e protezione della privacy più completo.”

“Avast è lieta di collaborare con Qualcomm Technologies per fornire una protezione basata sull’hardware integrata nell’hardware e nel firmware dei processori Snapdragon,” ha affermato Vince Steckler, CEO di Avast. “Con il costante aumento delle minacce, gli OEM e gli operatori mobili devono proteggere i propri utenti in tempo reale. Snapdragon Smart Protect fornirà una protezione basata sull’hardware a livello di processore, progettata per aiutare a migliorare la protezione dei clienti contro applicazioni rogue, attacchi zero-day e ransomware.”

I software tradizionali di protezione possono soltanto analizzare e monitorare il comportamento software a livello di applicazione e framework. Avast sta utilizzando la tecnologia di apprendimento Snapdragon Smart Protect, attiva a livello di processore, per rispondere agli attacchi zero-day e discriminare tra applicazioni software pulite e dannose. Mentre i clienti potranno contare su una migliore protezione, gli OEM e gli operatori mobili beneficeranno della riduzione del rischio di furto di dati e di attacchi malware contro i propri utenti.

Migliori Tablet 2015

La Guardia di Finanza e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno bloccato 152 siti pirata responsabili di aver divulgato in streaming contenuti protetti da diritti d’autore. I Nuclei Speciali hanno ottenuto un’ingiunzione di massa da un giudice di Roma dando il via all’operazione di blocco più grande in Italia dall’inizio delle operazioni di contrasto alla pirateria iniziate nel 2008. Al fine di terminare ogni attività sui siti coinvolti la GdF ha intrapreso un’azione diretta nei confronti degli stessi operatori, con raid all’interno di siti ritenuti localmente significativi.

I siti controllati da remoto sono stati invece regolarmente presi di mira attraverso un’azione legale, con la maggior parte di questi ultimi che verranno bloccati dai provider internet. A divulgare l’informazione è stato l’avvocato Fulvio Sarzana dello studio legale Sarzana e Associati, ormai attivissimo nell’ambito della pirateria su internet e nelle dispute relative al diritto d’autore. È proprio secondo Sarzana che le nuove azioni intraprese dalla GdF “decapitano lo streaming di film e calcio” e rappresentano il “sequestro più imponente della storia dell’Internet italiano”.

“I finanzieri dei Nucleo Speciale per la radiodiffusione e l’editoria stanno eseguendo in queste ore 152 provvedimenti di sequestro preventivo, ai danni di altrettanti siti espressione dell’intero gotha della pirateria italiana, facendo seguito ai provvedimenti inibitori firmati dal Giudice delle Indagini preliminari di Roma, Alessandra Boffi”, scrive Sarzana sul suo sito. Prima di quest’ultima azione legale la più grande in Italia avveniva nel mese di gennaio 2015 e portava al sequestro di 124 siti e conseguenti blocchi, facilmente aggirabili da utenti mediamente preparati.

“Per dare un termine di paragone, basti pensare che in tre anni di attività sul diritto d’autore l’AGCOM, con un notevole dispendio di energie e di personale, ha effettuato più o meno lo stesso numero di inibitorie di quanto accaduto oggi con un singolo atto dell’Autorità Giudiziaria”, ha poi sottolineato Sarzana. Con l’ultima azione legale viene ordinato agli operatori telefonici di bloccare ogni accesso ai 152 siti web segnalati, di cui si dispone anche degli indirizzi IP univoci, trovati in violazione del reato di cui all’art. 171, comma 1, lettera A della legge sul diritto d’autore.

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